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Disoccupato: cittadino privo di lavoro ed immediatamente disponibile allo svolgimento e alla ricerca attiva di una nuova attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro definite con il Centro per l’Impiego. Sono da annoverare a tale fattispecie anche i tirocinanti, i percettori di borse di studio, coloro che svolgano un lavoro accessorio o abbiano una P.IVA non movimentata negli ultimi 12 mesi. Per l’accesso alle misure specifiche è necessario rilasciare la DID al Centro per l’Impiego con il quale verrà stipulato un Patto di Servizio Personalizzato.

Lavoratore a rischio disoccupazione: quel lavoratore subordinato che abbia ricevuto una lettera formale di licenziamento. In tal caso, può rilasciare la DID al Centro per l’Impiego ma lo stato di disoccupazione sarà acquisito solo dopo la cessazione effettiva del rapporto di lavoro.

Non occupato: quel lavoratore che pur svolgendo attività lavorativa, ne ricavi un reddito inferiore al reddito minimo escluso da imposizione (euro 8.000,00 o euro 4.800,00). Non deve rilasciare la DID.

Sospensione: Lo stato di disoccupazione è sospeso – senza maturazione dello status – in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi.

Perdita dello status: Fattispecie che si realizza in virtù dell’avvio di un’attività lavorativa, con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato con durata superiore a 6 mesi. Qualora il rapporto di lavoro venga cessato entro i 6 mesi, la durata della disoccupazione si intenderà sospesa per i mesi di lavoro e ricomincerà a decorrere dalla data di cessazione. E’ possibile perdere lo status anche a seguito di procedimento amministrativo del CPI (es. mancata partecipazione politiche attive, assenze non giustificata, mancata presentazione reiterata).

Conservazione status: Il D.Lgs. n. 150/2015 non prevede più l’istituto della conservazione dello stato di disoccupazione per reddito. Viene quindi meno il riferimento alla conservazione per coloro che svolgono un’attività lavorativa tale da assicurare un reddito non superiore al reddito minimo annuale personale escluso da imposizione fiscale (abrogazione dell’art. 4, del D.Lgs. 181/2000).

Patto di Servizio Personalizzato: sarà siglato dai Centri per l’Impiego ed indicherà le azioni mirate per favorire l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro. Va stiuplato – dopo la profilazione – entro 30 giorni dal rilascio della DID. Il patto deve contenere almeno i seguenti elementi:

  • l’individuazione di un responsabile delle attività;
  • la definizione del profilo personale di occupabilità secondo le modalità tecniche predisposte dall’ANPAL;
  • la definizione degli atti di ricerca attiva che devono essere compiuti e la tempistica degli stessi;
  • la frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività;
  • le modalità con cui la ricerca attiva di lavoro è dimostrata al responsabile delle attività.

Nel patto deve essere inoltre riportata la disponibilità del richiedente alle seguenti attività:

  • partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro quali, in via esemplificativa, la stesura del curriculum vitae e la preparazione per sostenere colloqui di lavoro o altra iniziativa di orientamento;
  • partecipazione a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • accettazione di congrue offerte

DID: dichiarazione che il lavoratore disoccupato (o a rischio disoccupazione) rilascia al Centro per l’Impiego attestando la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. La domanda di Assicurazione Sociale per l’Impiego, di cui all’articolo 2 della legge n. 92 del 2012, di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) o Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL), di cui agli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, e la domanda di indennità di mobilità di cui all’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223, resa dall’interessato all’INPS, equivale a dichiarazione di immediata disponibilità.

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